Sensazioni …

poesiaE’ da un po’ di tempo che ho un’invidia pazzesca per gli scrittori di canzoni.

In 4 minuti riescono ad esprimere i propri sentimenti, i propri sogni o quello che vedono attorno a sè in un modo che spesso mi accorgo mi farebbe molto bene.

Ci sono canzoni che esprimono gioa, amore, disperazione, felicità e tutte le millemila sfaccettature del nostro essere e del nostro sentire.
In miriadi di varianti diverse, facendo trasparire in ogni parola, in ogni virgola tutto quello che io nella mia sciagurata insensibilità non riesco lontanamente ad immaginare.

Mi sono sempre piaciuti più i numeri delle lettere: un 9 è sempre un 9. E questo mi dava sicurezza. E me ne da ancora. Solo che ora non mi basta più. Sento la necessità di poter tirare fuori da dentro di me quelle poche gocce di significato che ha il mio passeggiare su questa palla di fango.

Solo che non so come…nessuna mi ha mai insegnato a farlo…mi viene in mente una frase di uno dei miei film preferiti:

La sola cosa che avessi mai desiderato era poter cantare Dio. Una bramosia che Lui mi aveva dato, per poi rendermi muto.
Perchè?
Se lui non voleva che lo esaltassi con la mia musica, perchè instillarmene il desiderio?
Come una smania in ogni mia fibra …
e poi negarmi il talento.

Ecco mi sento proprio così…mi sembra di aver così tante cose da dire ma allo stesso tempo così poche parole per descriverle.
Mi attanaglia il senso di impotenza che questa consapevolezza mi obbliga ad accettare.

E non c’è niente da fare…mi sento talmente vuoto di significanti che il significato si perde dietro una coltre di pensieri che nascono per caso ai bordi della mia mente…e io non riesco a focalizzarli…mi scappano…mi sfuggono…e mi sento come se stessi perdendo qualcosa di importante…qualcosa che mi serve…qualcosa che voglio.abbraccio alla poesia

Ripenso a quanto orrore mi facevano i testi scritti, così passibili di interpretazioni, così sfuggenti alla mia grezza sensibilità.
Invece i numeri…erano sempre lì…sempre loro…ti potevi fidare dei numeri…non ti tradivano mai
Poi sotto sotto mi scoprivo ad invidiare i miei compagni di studi che veleggiavano sulle ali della letteratura e della poesia traendone giovamento per le loro anime…e, si, anche divertimento terreno e innocuamente fine a se stesso…

Ora forse è tardi per imparare a scrivere.
Spero solo di non aver perso l’occasione per imparare a sentire e a provare emozioni.

I numeri sono meravigliosi.
Ma da soli non bastano.

PremPa

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...penitenziagite...

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